Il Tributo di Franco Petraglia: Beniamino Pontillo, Un Ricordo Indelebile

Il Tributo di Franco Petraglia: Beniamino Pontillo, Un Ricordo Indelebile

Caro Beniamino, sebbene siano trascorsi ben ventiquattro anni da quel 25 gennaio 1994, giorno in cui il Divino ti chiamò a sé nel suo Regno, la tua essenza, fatta di semplicità e acuta intelligenza, brilla ancora vivida nel profondo del mio spirito e della mia memoria. Queste rievocazioni dei nostri momenti condivisi non si affievoliscono col tempo; al contrario, sono nutrite dal profondo legame, dall’affetto sincero e dall’amicizia autentica che contrassegnarono la nostra costante vicinanza.

Ti rivedo in Piazza Nicola Amore (i cosiddetti “quattro palazzi”), dinanzi a quella che un tempo era la Pasticceria Picardi, dove non esitavi a denunciare chi deteneva il potere (politici e istituzioni), spesso sordi alle tue modeste ma sentite richieste di sostegno, sia morale che materiale. Le divergenze con i tuoi congiunti non si appianarono mai, accrescendo la tua pena interiore. E la tua permanenza nel dormitorio pubblico ti sprofondò in un abisso di indigenza, ma trovavi conforto e forza solo all’esterno, negli incontri con coloro che ti porgevano anche un solo gesto di solidarietà. Eppure, in cambio, tu elargivi a tutti noi autentiche lezioni di vita, diffondendo valori di amore, fratellanza e profonda bontà cristiana. Nonostante le avversità dell’esistenza, hai rappresentato un fulgido esempio di dignità e di una rara finezza d’animo per quanti ti furono vicini.

La tua voce continuerà a risuonare nel tempo attraverso le tue poesie, i tuoi racconti e la copiosa corrispondenza che, dalle Poste Centrali di Piazza Matteotti, inviavi al quotidiano “Il Mattino”. La tua fu una personalità priva di orpelli, ma dotata di un ingegno poliedrico e acuto. Con il tuo genuino calore umano e il tuo incontenibile entusiasmo, avevi la rara capacità di coinvolgere e ispirare chiunque ti incontrasse.

Desidero concludere con le parole di Kahlil Gibran, il celebre poeta e scrittore libanese, secondo cui “il ricordo è una forma d’incontro”. E, attraverso questa mia testimonianza scritta, sento di rivederti e incontrarti ogni singolo giorno. Grazie, carissimo Beniamino, per l’affetto che mi hai donato e che io, nel mio modo, ho cercato di ricambiare.