Stangata auto, dal 2026 cambiano le regole del bollo | paghi meno solo se rientri in questa categoria: tutti gli altri raddoppiano

Stangata auto, dal 2026 cambiano le regole del bollo | paghi meno solo se rientri in questa categoria: tutti gli altri raddoppiano

stangata bollo auto - retesei

Dal 2026 arriva una vera rivoluzione per il bollo auto: le nuove regole cambieranno radicalmente il modo in cui viene calcolata l’imposta, premiando una sola categoria di automobilisti e penalizzando tutti gli altri.

Il bollo auto, una delle tasse più odiate dagli italiani, sta per essere riscritto. Secondo quanto anticipato dalle linee guida ministeriali e ripreso dai principali portali specializzati come AutoScout24, dal 2026 il tributo regionale sarà riformato con un sistema di calcolo più legato alle emissioni e all’efficienza energetica dei veicoli. In pratica, chi possiede un’auto più inquinante o più vecchia vedrà aumentare in modo consistente l’importo da pagare, mentre chi guida un mezzo ecologico o di nuova generazione beneficerà di importanti riduzioni.

L’obiettivo della riforma è quello di spingere verso un rinnovo del parco auto circolante e ridurre l’impatto ambientale del traffico. Tuttavia, le prime simulazioni mostrano che per milioni di automobilisti la novità rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata: per molti, infatti, il bollo potrebbe addirittura raddoppiare. Il cambiamento, spiegano dal Ministero dell’Economia, non è solo fiscale ma anche culturale, e punta a rendere più equo un sistema considerato ormai obsoleto e poco sostenibile.

Come cambierà il calcolo del bollo auto

Oggi l’importo del bollo viene calcolato principalmente sulla base dei kilowatt del veicolo e della regione di residenza. Con la riforma in arrivo, invece, il nuovo sistema terrà conto anche delle emissioni di CO₂ e della classe ambientale, elementi già utilizzati in altri Paesi europei. Chi possiede auto elettriche, ibride plug-in o a basso impatto ambientale continuerà a godere di forti sconti, in alcuni casi fino all’esenzione totale per i primi cinque anni di immatricolazione.

Al contrario, i veicoli a benzina e diesel Euro 4 o precedenti saranno quelli più colpiti. In base alle prime ipotesi, il rincaro medio potrebbe andare dal 50% fino al 100% dell’importo attuale, a seconda della cilindrata e delle emissioni effettive. Per esempio, un’auto di media potenza immatricolata prima del 2010 potrebbe passare da un bollo di 180 euro a oltre 300 euro annui. Le Regioni, che gestiscono direttamente la riscossione, avranno comunque la possibilità di applicare sconti o agevolazioni locali, ma entro limiti definiti a livello nazionale.

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Chi risparmia davvero e cosa bisogna aspettarsi

La vera novità, sottolineano gli esperti, riguarda le categorie premiate. A pagare meno saranno soltanto gli automobilisti che possiedono veicoli elettrici, ibridi o alimentati con carburanti alternativi come il metano e il GPL. Per loro, il bollo resterà ridotto anche dopo i primi anni di esenzione. In particolare, il Governo sta valutando di introdurre una formula di sconto progressivo in base al livello di emissioni certificato, così da premiare chi contribuisce alla riduzione dell’inquinamento urbano.

Per tutti gli altri, invece, si prospetta un futuro più oneroso. Dal 2026 il bollo diventerà di fatto una tassa ambientale, collegata direttamente al principio “chi inquina paga”. Un cambio di paradigma che avrà conseguenze anche sul mercato dell’usato: i modelli più datati e inquinanti perderanno valore, mentre crescerà la domanda di auto a basso consumo. Le associazioni dei consumatori chiedono però tempi più lunghi e incentivi aggiuntivi, per evitare che la transizione pesi solo sulle famiglie. La certezza, per ora, è una sola: dal 2026 il bollo non sarà più lo stesso, e conviene prepararsi fin da ora al cambiamento.